I dati previsionali utilizzati in questa applicazione provengono da Worklimate2.0, il progetto di CNR-Ibe e Inail che consente di rintracciare, giorno per giorno, le aree di rischio per chi lavora al sole svolgendo attività fisica intensa. Il sistema Worklimate è basato sull'indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature — UNI EN ISO 7243), mediato per alcune specifiche condizioni lavorative (come l'utilizzo di DPI).
Il portale rischioclimatico.ireser.it nasce per l'analisi, il monitoraggio e l'attività sindacale. Non è in nessun caso sostitutivo di quello ufficiale e, anzi, è teso alla sua valorizzazione.
Oltre al contributo alla cultura della sicurezza sul lavoro, lo strumento è divenuto centrale nella prevenzione del rischio in virtù delle ordinanze regionali che lo prendono a riferimento sul piano normativo. L'impianto delle ordinanze e delibere regionali è simile e copre l'intero territorio nazionale ad eccezione di Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta — per il quadro nazionale si veda il report dedicato di Worklimate. Sebbene con perimetri diversi, temporali e settoriali, e con diverse implicazioni sul piano organizzativo, tutte le ordinanze pongono limiti al lavoro in condizione di esposizione prolungata al sole e svolgendo attività fisica intensa, nei giorni e nelle aree in cui le mappe nazionali online del rischio prodotte da Worklimate segnalano un livello 'ALTO'.
La necessità di una mappa basata sulle località deriva da diverse esigenze. Le prime riguardano la diffusione dei dati sul sito ufficiale di Worklimate. Sia nel caso delle previsioni che dell'archivio storico dei dati, il sistema consente il reperimento delle previsioni in due modalità: o attraverso la mappa o attraverso un'interfaccia che permette la ricerca delle previsioni per comune (e periodo nel caso dell'archivio). Nel primo caso, la mappa disposta dal sistema Worklimate è muta, non georeferenziata e non consente una collocazione adeguata al monitoraggio, alla tutela e alla prevenzione del rischio. Nel secondo caso, la ricerca per comune potrebbe non essere adeguata nel caso di comuni con territorio esteso, inoltre dovendo essere fatta inserendo un comune alla volta non permette a chi fosse interessata/o a più zone di avere un quadro ampio della condizione di rischio — esigenza propria di chi si occupa di prevenzione e vigilanza.
Per questo, dopo aver studiato il funzionamento del sito ufficiale, in questo portale sono state ricostruite le mappe regionali, sia storiche — dall'archivio dati — sia delle previsioni su tre giorni (gli stessi del sito ufficiale riferite all'attività fisica intensa alle ore 12:00) per le singole località identificate dall'Istat.
Il concetto di località usato qui è lo stesso adottato dall'Istat: aree subcomunali che si distinguono in centri abitati, nuclei abitati, località produttive e case sparse. Sul piano cartografico le località sono i poligoni più piccoli rispetto alle aree amministrative classiche come i comuni. Questo permette un monitoraggio più granulare, su più punti, di quello che sarebbe utilizzando i soli comuni, pur rimanendo sostenibile in termini di richieste ai server. Inoltre, la località è probabilmente la nozione che ha più senso per chi lavora, specialmente quando un comune si estende su diversi centri abitati.
Per fare un esempio, nell'immagine seguente si vede come, oltre alla località principale del comune di Ferrara, esistano altri poligoni più piccoli che assumono in molti casi una colorazione diversa dal giallo di Ferrara. La località Focomorto, sul canale diversivo del Po di Volano, evidenzia per il 6 aprile un rischio Moderato (arancione), più elevato rispetto a quello di Ferrara centro.
Le mappe in questo applicativo sono basate sulle località abitate (centri e nuclei) e produttive. Le "case sparse" sono invece tutte le aree che non rientrano nelle prime tre dello stesso comune: in Emilia-Romagna ci sono 330 comuni, suddivisi in 6.462 località, di cui 330 classificate come case sparse; nel Lazio a 378 comuni corrispondono 3.501 località di cui 378 "case sparse" e così via. Nelle mappe è presente una checkbox in basso che permette l'esclusione delle località case sparse, perché — sebbene utili per uno sguardo complessivo su un'area — complicano la lettura dettagliata.
Nell'immagine seguente la stessa visualizzazione precedente, con incluse le case sparse: il comune di Ferrara appare come una "isola gialla" in un mare arancione, e la differenza di colore dipende da dove si trovano i centroidi delle aree case sparse.
Quando sul sito di Worklimate inseriamo un comune, una località o un indirizzo, il sistema traduce quell'indicazione nelle coordinate geografiche del punto corrispondente. Se inseriamo un indirizzo con tanto di civico, il punto sarà con buona approssimazione quello effettivamente richiesto. Se invece indichiamo un'area — un comune, una località, una provincia o una regione — il sistema prende come riferimento il centroide del poligono, ovvero il punto risultante dalla media delle coordinate dei punti del perimetro. Nel caso dell'esempio precedente, il centroide della località "case sparse" di Ferrara è collocato in una zona a rischio moderato: da qui la colorazione arancione estesa all'intero poligono, che fa apparire il centro di Ferrara come una zona gialla circondata dall'arancione.
Interrogando il sito Worklimate2.0 con l'intera Emilia-Romagna, le previsioni indicano un livello di rischio basso, ma il punto utilizzato per identificare la regione è il centroide del poligono regionale (Savignano sul Panaro — comune del modenese): un dato del genere non può essere preso come previsione regionale.
Più in generale, il centroide calcolato a partire dai dati Istat potrebbe non essere lo stesso calcolato da OpenStreetMap (utilizzato dal sito ufficiale Worklimate). Ciò può portare a discrepanze tra le due rappresentazioni: per questo, in caso di dubbio, fa comunque fede il sito ufficiale.
Nel caso delle previsioni il rischio di mismatch è anche maggiore, perché si aggiunge un passaggio: il centroide viene collocato in una cella sulla griglia insieme ad altri centroidi (di solito due o tre).
La previsione è quindi quella corrispondente a quella misurata per quella cella specifica, che, come sopra, potrebbe differire da quella calcolata nel sito Woklimate.
La previsione si aggiorna alle 05:00, alle 09:00 e alle 18:00. L'aggiornamento dura circa 35 minuti, quindi i dati sono presentati con un ritardo variabile a tali orari. Gli aggiornamenti non coincidono con quelli previsti da Worklimate, quindi possono esserci discrepanze temporanee tra le due fonti.
La colorazione corrisponde ai livelli di rischio indicati e proposti nel sistema previsionale worklimate dove è disponibile anche un approfondimento sul modello adottato nel sito.
L'applicativo è al momento in fase di sviluppo e test, è destinato soprattutto all'uso di ricerca e monitoraggio. Commenti e suggerimenti sono benvenuti.
Elaborazione di Gianluca De Angelis su dati Worklimate2.0 (CNR-Ibe e Inail). Confini territoriali da Istat — basi territoriali e variabili censuarie. Elaborazioni di Gianluca De Angelis - IRES ER.